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La tecnologia che si fa arte

Le nuove tecnologie ampliano i mezzi e i luoghi della sperimentazione artistica. Andiamo a scoprire i nuovi mondi della creatività!

La Colonna TraianaPassano i millenni, si scrivono libri su libri ed è sempre lo stesso copione: non tutti gli attori hanno la fortuna di essere scolpiti nel marmo e tra schiere e schiere di soldati si ricorda solo il nome del comandante. Ma pensandoci bene qualsiasi vicenda, reale o letteraria, può essere paragonata a una matrioska, perché dentro ogni storia c’è sempre una storia più piccola, sia essa un punto di vista o l’elemento in più, sfuggito al narratore, che nasce dal dubbio o dalla fantasia. Chi legge ha lo stesso potere di chi scrive!

"Mi chiamai Tito Nemo e fui il più giovane condottiero della I Minervia, una delle legioni più care al Principe Traiano, quand'egli riuscì nell’impresa della conquista della Dacia, predandone i tesori, tanto immensi da risanare le casse dell’Impero e mantenerne in vita l'eterno sogno: la dominazione del mondo. Conobbi persino Adriano, il suo successore, tanto celebre quanto saggio, proprio durante le guerre dell’Est. Il mio segreto? Fu proprio al futuro Imperatore filosofo che salvai la vita, in una di quelle notti stellate, nel bel mezzo del nostro cammino. Ricordo una selva oscura, in cui si peccava d’omicidio e lussuria, si era ladri di ogni cosa e si smorzava il dolore dell’atroce successo con del pessimo vino da soldati. Il desiderio dell’oro superava ogni velleità di gloria, in nome di una presunta superiorità rispetto a coloro che chiamavamo Barbari. Era la guerra, fossi tornato a casa lo avrei spiegato ai miei figli, che ancora giocavano con le spade. Ma il Fato volle che il mio petto fu lo scudo del Comandante… Di quel che accadde dopo ricordo solo le sue labbra sulla mia fronte, poi il buio".

La I MinerviaL’emblema della I Minervia è uno dei tanti protagonisti della Colonna Traiana, l’enorme papiro di marmo, alto ben cento piedi romani (30 metri circa escludendo il piedistallo ndr), che ha consacrato per sempre la memoria delle guerre daciche (101-106 d.C.). Queste sono descritte in un lunghissimo fregio spiraliforme con più di 100 scene e circa 2500 figure, la cui lettura risulta evidentemente non più agevole di quella di una Bibbia in aramaico! Proprio per “democratizzare” la fruizione di questa particolarissima narrazione, oggi conosciuta nel dettaglio perlopiù da studiosi e turisti appassionati e alquanto volenterosi, è stato di recente avviato l'interessantissimo progetto HyperColumna, che darà una nuovissima dimensione al monumento di Traiano.

I bassorilievi saranno trasportati dal marmo alla realtà virtuale, colorati e riproposti nel web (www.hypercolumna.it), a mo’ di storia da raccontare, trasformando l'intero volume in un gigantesco ipertesto, fatto di immagini navigabili ancorate a una serie di informazioni multimediali, in grado di renderne più piacevole la lettura, nonché di appassionare un pubblico non specialista.  Una disciplina potenzialmente affascinante come l'archeologia non può che sfruttare la continua ricerca di emozione, anche online, da parte della cosiddetta generazione 2.0. E chissà che da questo fregio interattivo non possa uscire anche uno stimolo per la realizzazione di un bel film, quanto più fedele all’antico (e indelebile) copione!

Progetto HyperColumna

La Colonna Traiana fu uno dei primi grandi esempi di Storytelling, bisogna riconoscerlo. E pare che i Romani più istruiti conoscessero a memoria tutte le scene delle due grandi guerre narrate, che certo non potevano “rileggere”, considerando i limiti della vista umana. Stimabili senatori, valorosi cavalieri e persino i Principi non erano che piccoli omini di fronte a quel gigante di pietra! Ma era proprio questo il bello... Immagino la circolazione indisturbata di innumerevoli varianti nel passaparola quotidiano, proprio come accade oggi nel buzz sui social network. Alcune di queste versioni, dell'uno o dell'altro combattimento, piuttosto che di un tradimento o di un gesto eroico, divennero presumibilmente vere e proprie leggende popolari, magari anche messe in scena in qualche squallido teatrino di periferia, facendo ridere, evadere, conoscere e pensare le persone più diverse...

Il fregio spiraliformeL’idea dello Storytelling mi piace, non solo perché stuzzica la curiosità, ma anche e soprattutto perché libera la fantasia. Il progetto HyperColumna potrebbe essere, oltre che uno strumento di arricchimento culturale, un punto di partenza per inventare ed elaborare racconti, ovviamente nel rispetto del valore storico del portale web, un faro da mai perdere di vista. Ecco allora il perché della breve digressione su Tito Nemo, il soldato che potrebbe aver salvato la vita ad Adriano, finendo per determinare il corso della storia. La gloria di un nome, in fondo, può avere alle spalle uomini, virtù e presupposti totalmente anonimi. Tra la realtà e la finzione c’è una linea sottile, l’immenso spazio della letteratura, laddove si “raccontano storie”.

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